"Il Tempo", 1 ottobre 2009, p.23
La Treccani si lancia nel «social»
L'ad Tatò: «Cavalchiarno una svolta storica».
L'enciclopedia in libreria e su Internet
di RACHELE ZINZOCCHI
Anche la Treccani si fa "social". In
un mondo in cui vale ormai il principio "O sei social o non sei", un
pilastro della cultura come l'Istituto della Enciclopedia Italiana -
blasonato certo, ma pure alquanto agée - mette i suoi 84 anni di storia
al servizio di un'innovazione ove il Sapere, scende dalla sua torre
d'avorio, arriva per la prima volta in libreria e si lancia persino on
line col Portale della cultura (www.treccani.it). "Non sa che critiche
abbiamo subito dai nemici della modernità", spiega l'amministratore
delegato Franco Tatò. "La Treccani in libreria", "la Treccani on line".
"In rete non c'è guadagno"... Forse sono loro, i conservatori di cui
l'Italia è piena, a non saper adoperare la rete! Con le professionalità
giuste i risultati ci sono. Questo dibattito è fastidioso, ma è un
classico dei periodi di discontinuità. Come nel Cinquecento, c'è chi non
sa gestire le svolte storiche e chi invece prova a Cavalcarle . E qui la
svolta è certo molto forte. Il gigante Treccani si avvicina al lettore e
accetta la sfida di condividere la molto accessibili conoscenza nel
network la rete del web, di Internet e persino evento storico, in arrivo
prestissimo - dei "social network". Motto dell' operazione? il "Sapere
alla portata di tutti": con due step dècisivi. La Treccani arriva sugli
scaffali di tutta Italia , spiega Tatò. "Anzitutto l'Enciclopedia in tre
volumi, offerta in due per le librerie perché con voci più brevi e
accessibili. E sempre per innovare, anche il materiale dei libri cambia:
al tatto sembra cuoio, è resistente, lavabile e comunque pregiatissimo.
Il costo contenuto consente per l'accesso ad un pubblico giovane: si
punta più alla divulgazione che all'accumulazione del' sapere. Inoltre
ci sono i Vocabolari Treccani, già disponibili, il Vocabolario dei
Sinonimi e. Contrari, i Neologismi, con oltre 4.000 nuove parole
verificate dal CNR con test sulla frequenza d'uso, e il Visuale: più di
6.000 illustrazioni descritte con 75.000 parole". E poi c'è la
rivoluzione vera. Dopo le sfide tra editoria e Google per l'annosa
questione dei libri in rete e del copyright, dopo l'imposizione
massiccia della corazzata Wilkipedia, discussa ma consultata da
chiunque, le voci Treccani si rendono condivisibili sul web. "Stiamo
ancora perfezionando il sito, ma presto sarà tutto pronto. Già abbiamo
messo in rete 75.000 biografie, l'Enciclopedia e il Dizionario in 5
volumi nella sua versione più recente. Tutto gratis. Molte voci si
possono approfondire consultando opere Treccani più grandi". Una sfida a
Wilkipedia? Piuttosto una risposta alle esigenze del mondo di oggi, che
chiede che la conoscenza venga comunicata proprio attraverso le
connessioni della rete, di network e social network: affinché si
moltiplichi esponenzialmente e il sapere si faccia davvero ricchezza,
risorsa sociale ed economica per tutti. Interattività e condivisione
sono le nostre parole d'ordine. Abbiamo la web tv, il forum, lo spazio
per i commenti, e soprattutto l'area "Treccani Comunità", dove gli
utenti possono interagire e scambiare idee. Presto diverrà un social
network a tutti gli effetti, dove ritrovare gli amici di Facebook o
Twitter". E poi c'è lo spazio "Condividiamo il sapere": "Noi mettiamo le
risorse, tu rendile navigabili , recita lo slogan. Gli utenti - spiega
Tatò - sono invitati a suggerire tag, parole chiave utili a creare
percorsi tematici e ricerche incrociate, pubblicando commenti e
opinioni" . Una "operazione commerciale forse in perdita per ora",
ammette Tatò, ma verosimilmente di sicuro futuro se il sistema
produttivo è oggi da intendersi - diremmo noi - come economia della
condivisione, democratica ed etica nella distribuzione della ricchezza
che il sapere è. "Wikipedia l'abbiamo persino tra i nostri link",
conclude. Non la consideriamo concorrenza, ma una risorsa. Certo, per
un'informazione qualificata è preferibile venire da noi: In una tesina
lei pu citare Treccani: Wikipedia meglio di no".