SALVIAMO IL

DIZIONARIO BIOGRAFICO

DEGLI ITALIANI

 

 

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"L'Unità" - Edizione Nazionale - 21/10/2009

[SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA A GIULIANO AMATO: "IL FILMATO SUL GIUDICE? UN USO INTIMIDATORIO DELLA TV"]

di Stefano Miliani

 

Giuliano Amato, che ha vissuto molte vite, oggi presiede l’istituto dell’Enciclopedia Treccani. In questi giorni fronteggia un appello on line lanciato da addetti ai lavori che temono lo smantellamento del cosiddetto «biografico», il dizionario sugli italiani illustri arrivato alla MI che, temono, si sarebbe fermato. Amato smentisce interruzioni e rilancia invitando gli studiosi affinché accettino di venir reclutati on line.

[...]

 

Passiamo alla Treccani. L’appello su http//:www.salviamoildizionariobiografico.it dice che la Treccani ha smesso di assegnare nuove voci e gli studiosi temono che questo preluda a una chiusura o a un abbassamento del livello scientifico dell’opera.

«Se c’è una cosa che gira con la velocità della luce da noi sono gli appelli. È prova indiscutibile e meritoria di impegno civile, però prima di spendere una firma ci si dovrebbe informare sulla causa. Non c’è mai stato il problema della sopravvivenza del Biografico. Piuttosto c’è quello di dargli un tempo finito».

La giudica un’opera infinita?

«La ponderazione è garanzia di qualità ma non possiamo pretendere che chi ha comprato il primo volume nel 1960 aspetti il 2020 per l’ultimo. Infatti il capo dello Stato, in vista del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, ci ha sollecitato chiedendo cosa facciamo per concludere».

Come avete risposto?

«Con un progetto condiviso con il direttore editoriale Mario Caravale, del quale trovo incomprensibili le critiche al progetto manifestate sui giornali, e da noi due illustrato a Napolitano. Abbiamo deciso di chiedere alla comunità degli storici di concorrere, in modo direi corale, al completamento più rapido possibile del Biografico. E qui lancio io un appello agli studiosi. Finora si è navigato a vista, non c’è un lemmario degli italiani che ancora mancano fino alla Z. Per questo la redazione, nella sua piena autonomia scientifica, dovrebbe identificare chi includere, a metà gennaio dovremmo pubblicare l’elenco sul sito e chiedere agli storici: per il 150° anniversario dell’Italia volete fare uno sforzo straordinario e darci il vostro apporto? Posso contare sull’impegno civico del mio Paese? È chiaro che il congegno funzionerà se aderiranno».

Finora la Treccani sceglieva esperti di provata capacità. I quali, dati i magri compensi, non scrivevano certo per soldi. Se gli autori si auto-candidano, e a lavorare gratis, la qualità non viene compromessa?

«No. Intanto la redazione - pur se sono molti, una trentina, e per ragioni di costi si possono ridurre - rimarrebbe per vagliare con particolare attenzione, e se serve scartare, i testi. Se la comunità aderisce avremo più voci più rapidamente. Se poi si preferisce essere contattati uno a uno con relativo contratto, il meccanismo sarà fallito».

ROMA smiliani@unita.it

21 ottobre 2009 pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 5) nella sezione "Politica"