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"Corriere della Sera", 22 ottobre 2009, p.49
Treccani. Italia Nostra critica il nuovo progetto
di Amato
Dizionario Biografico in agonia
Antonio Carioti
Anche Italia Nostra, per bocca della sua presidente
Alessandra Mottola Molfino, prende posizione contro l'ipotesi che
venga radicalmente mutata la natura del Dizionario Biografico degli
Italiani. L'associazione definisce «l'ennesimo colpo alla cultura e
al sapere scientifico» il progetto di affidare la stesura delle voci
biografiche a studiosi volontari che lavorino a titolo gratuito.
L'idea, avanzata da Giuliano Amato (nella foto), presidente
dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana che pubblica il Dizionario,
ha suscitato reazioni molto negative, tra cui anche quella dello
storico Carlo Ginzburg, che l'ha bollata come «grottesca». Su
Internet un appello che chiede alla Treccani la prosecuzione
dell'opera secondo le modalità attuali ha raccolto oltre duemila
adesioni, provenienti da tutto il mondo. Il Dizionario Biografico
nacque nel 1960: si prevedevano all'epoca 105 volumi e circa 40 mila
voci. A circa mezzo secolo di distanza, è giunto a quota 73 volumi,
ma le difficoltà economiche della Treccani sembrano comprometterne
la sorte. «Già da qualche tempo denuncia lo storico Giuseppe
Monsagrati, membro della redazione del Dizionario sono state
interrotte le assegnazioni dl biografie dei volumi futuri al
collaboratori esterni. Anche del rinnovo annuale dei contratti dei
redattori, che solitamente avveniva in questo periodo dell'anno, non
si parla ancora. La nostra impressione è che si voglia smobilitare
tutto, il che è in flagrante contraddizione anche con l'idea di
affidarsi a collaboratori volontari, il cui lavoro richiederebbe un
maggiore impegno di revisione da parte dei redattori». Le
conseguenze rischiano di essere gravi anche all'estero: «Il
Dizionario ricorda Monsagrati è apprezzato in tutto il mondo per il
suo alto valore scientifico. Credo che sia necessario un intervento
a livello istituzionale per evitare un atto di ulteriore
dequalificazione della cultura italiana».
Antonio Carioti
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