Quel Dizionario che il Mondo ci Invidierà (se mai sarà Ultimato)
Giovanni Belardelli
2Nonostante le molte e autorevoli adesioni, l' appello lanciato per «salvare» il Dizionario biografico degli italiani (di cui il Corriere ha dato notizia nei giorni scorsi) non convince. Forse, mi permetto di dire, è perfino un appello sbagliato. Non perché il Biografico non sia un' opera assai rilevante come strumento di informazione su tutti gli italiani e le italiane di qualche importanza dalla caduta dell' impero romano a oggi. Lo è senz' altro. Ma perché un appello del genere sembra disinteressarsi dei motivi per i quali il Dizionario biografico degli italiani, a ben mezzo secolo dal primo volume (pubblicato nel 1960), appare ancora lontanissimo dall' avvistare il porto giungendo finalmente alla lettera «Z». Questi motivi hanno anzitutto a che fare con il modo in cui l' impresa è stata progettata e gestita nel corso del tempo: se il disegno originario elaborato a metà degli anni Venti (coevo a quello dell' Enciclopedia Italiana) prevedeva 16-20 volumi, nel dopoguerra - quando il progetto venne ripreso - questi divennero 60 e poi assai di più. Fino al punto che oggi il 73° volume, l' ultimo uscito, giunge soltanto fino a una parte della lettera «M». È vero che, rispetto alle previsioni iniziali, il numero delle voci biografiche previste venne molto ridotto, ma la dilatazione nella dimensione media di ciascuna voce ha poi favorito la crescita incontrollata dell' opera. È questo «gigantismo» (la definizione fu impiegata da Mario Sarcinelli anni fa, quando si dimise polemicamente da vicepresidente dell' Istituto dell' Enciclopedia Italiana) nella progettazione e nella gestione dell' opera che ha evidentemente generato problemi organizzativi e finanziari piuttosto seri. Problemi che la recente proposta dell' attuale presidente dell' Istituto Giuliano Amato (consistente nel sollecitare via internet il contributo degli studiosi, su base volontaria, affinché scrivano ciascuno una voce), proposta magari discutibilissima, aveva almeno il merito di non voler ignorare. Purtroppo gli estensori dell' appello non sono invece andati oltre la solita retorica su un' opera - il Dizionario biografico - che il mondo ci invidia. Dove semmai bisognerebbe dire che ce la invidierà, se e quando sarà ultimata.

