"Corriere della Sera", 29 ottobre 2009, p. 45
Il caso La politica sostiene la
continuazione del Dizionario. Il direttore, Mario Caravale: «È anche
frutto della campagna sul Web»
IL GOVERNO IN SOCCORSO DEL BIOGRAFICO
Bondi: «Salviamolo utilizzando i
fondi per i grandi progetti culturali»
di Antonio Carioti
La politica corre in soccorso del
Dizionario biografico degli italiani. Si schierano a suo favore il
presidente della Camera Gianfranco Fini e il Partito democratico. Ma
soprattutto lo fa il governo con Sandro Bondi: «Considero il
Biografico un' opera di prim' ordine per esperienza diretta -
dichiara il ministro per i Beni e le attività culturali - in quanto
io stesso ho avuto occasione di servirmene nelle mie ricerche di
carattere storico. Quindi ho preso contatto con il presidente dell'
Enciclopedia italiana, Giuliano Amato, per studiare insieme una via
che consenta di proseguire e terminare l' opera, magari anche più
speditamente del previsto, senza abbassare in alcun modo il suo
elevato livello scientifico».
Bondi e Amato si sono sentiti ieri
telefonicamente e hanno convenuto, si legge in un comunicato del
ministero, «sulla necessità che le due istituzioni individuino le
forme di collaborazione, soprattutto finanziarie, che possano
rafforzare il Dizionario biografico degli italiani della Treccani».
Al «Corriere» Bondi illustra gli
strumenti cui intende ricorrere: «Oggi la Treccani appartiene ad
azionisti privati, in prevalenza fondazioni bancarie, e non dipende
in alcun modo dal governo. Quindi abbiamo concordato con Amato che
l' Enciclopedia presenterà un progetto al consiglio d'
amministrazione della società Arcus, controllata dal ministero, il
cui compito è appunto sostenere programmi riguardanti il settore
della cultura».
L' Arcus (sigla che significa Arte
Cultura Spettacolo) è stata costituita con una legge del 2003 su
iniziativa dell' allora ministro per le Infrastrutture, Pietro
Lunardi. Presieduta da Salvatore Italia, gestisce risorse derivanti
da una norma per cui il 3% degli stanziamenti previsti per le
infrastrutture viene destinato a spese nel campo della cultura. Ogni
volta che viene rifinanziata la legge obiettivo per le grandi opere
pubbliche, una quota dei fondi viene attribuita ad Arcus, che la
utilizza per sovvenzionare i progetti più validi che le vengono
presentati. Nel 2010 la disponibilità dovrebbe essere di 70-80
milioni di euro e si prevede che il decreto di finanziamento dei
progetti venga emanato dai Beni culturali, di concerto con il
ministero delle Infrastrutture, entro la prossima estate.
«Credo che la Treccani - afferma
Bondi - non avrà difficoltà ad ottenere da Arcus le risorse
necessarie a proseguire il Dizionario senza modificarne le
caratteristiche. Del resto Amato mi ha riferito che le diverse
eventualità di cui si è parlato dipendevano appunto dalla mancanza
di fondi».
Si può quindi ipotizzare che venga
accantonata l' idea di affidarsi a contributi gratuiti di studiosi
volontari per portare a termine il Biografico. Ma i vertici della
Treccani al momento non si pronunciano: maggiori lumi verranno
probabilmente dal consiglio d' amministrazione convocato oggi.
Si dichiara invece molto
soddisfatto il direttore della redazione del Dizionario, Mario
Caravale: «La soluzione prospettata mi sembra ottima: un' iniezione
di risorse pubbliche ci permetterà di non sacrificare la qualità
delle voci e forse di accelerare il lavoro. È un risultato anche
dell' appello per salvare il Biografico diffuso sul Web, che ha
raccolto in breve tempo adesioni autorevoli della più svariata
provenienza: un fatto bellissimo in un Paese dominato dall'
indifferenza come l' Italia di oggi». Altri redattori fanno peraltro
notare che precedenti tentativi di ottenere da soggetti
istituzionali un aiuto concreto per il Dizionario non avevano
prodotto alcun risultato.
L' intervento del governo è giunto
ieri al termine di una giornata che ha visto diverse voci levarsi
per sostenere la causa del Biografico. La più autorevole è senza
dubbio quella di Fini, che ha caldamente elogiato un' opera
«conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per il suo rigore
filologico», affermando che «le istituzioni della Repubblica non
possono restare insensibili al suo destino» e sollecitando
iniziative per permettergli «di proseguire le sue pubblicazioni
secondo gli scrupolosi criteri e le alte finalità culturali che l'
hanno sin qui caratterizzato». Un impegno del governo per «impedire
la messa in liquidazione» del Dizionario è stato chiesto inoltre in
un' interrogazione da due senatori del Pd, Roberto Della Seta e
Vincenzo Vita, mentre la capogruppo dello stesso partito nella
commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, ha chiesto un'
audizione di Amato a Montecitorio.