"La Repubblica", 30 ottobre 2009, p. 54:
Ieri il Cda della Treccani: bisogna accelerare i
tempi di produzione
SUL BIOGRAFICO AMATO VA AVANTI CON I TAGLI
di SIMONETTA FIORI
Il mio appello alla comunità di
studiosi per il Biografico? Il consiglio di amministrazione di oggi
l' ha definito unanimemente "un atto di sana rottura di un piccolo
monopolio accademico". Altro che "atto di incultura", come qualcuno
ha detto in questi giorni». Indispettito dalle critiche di Carlo
Ginzburge della comunità scientifica, Giuliano Amato esce dal
consiglio della Treccani piuttosto agguerrito. «Tutti i consiglieri
hanno condiviso la mia preoccupazione dell' opera infinita, che alla
lunga mette a repentaglio la sua stessa credibilità. Quel che si
chiede al Biografico è di accelerare i tempi di produzione. Quindi
bene il lemmario definito entro gennaio e bene il call for papers,
l' appello online agli studiosi. E bene se verrà qualche contributo
pubblico, soprattutto i possibili acquisti che mi hanno promesso i
presidenti delle Camere». E la redazione del Biografico, cui spetta
il vaglio critico del materiale che affiorerà dalla Rete? «Dovrà
senz' altro rimanere, ma dovrà avvalersi di un mix di risorse umane
(meno) e di tecnologia (più)». In altre parole, il ridimensionamento
(delle risorse umane) resta, anche dopo l' intervento del ministro
Bondi, che ieri ha promesso un aiuto finanziario attraverso la
società Arcus. «Quel che Bondi mi ha assicurato», dice Amato, «è una
somma che non superai trecentomila euro per il solo 2010. Io gli
sono grato, ma così copriamo la metà delle perdite del Biografico
per il prossimo anno». Una somma contenuta, che tuttavia
permetterebbe di evitare l' impoverimento dell' équipe del
dizionario, alla quale è affidato quel vaglio critico che assicura
l' alta qualità dell' opera. Il presidente della Treccani non è di
quest' avviso. «La riduzione della redazione si giustifica comunque:
abbassa i costi senza indebolire la capacità di lavoro. Si prevede
infatti di accompagnarla con un uso finora mai fatto al Biografico
del cosiddetto sistema editoriale, il quale facilita e accorcia di
molto i tempi per la revisione delle voci».
«Non capisco questa insistenza di
Amato sui tagli», interviene Mario Caravale, direttore del
Biografico. «La richiesta di Franco Tatò era stata quella di ridurre
di duecentomila euro i costi del Biografico. Ora il ministro Bondi
offre un sostegno di trecentomila euro: perché voler sacrificare a
tutti i costi l' apporto redazionale?». Il finanziamento di Arcus,
suggerisce Caravale, potrebbe diventare costante nel tempo. «Con il
suo gesto Bondi ha riconosciuto l' importanza nazionale dell' opera.
La funzione civile del Biografico è stata rimarcata anche dal
presidente Fini e dai parlamentari del Pd. Mi risulta che anche il
consiglio d' amministrazione appena concluso abbia auspicato la
prosecuzione del Dizionario nelle forme culturali attuali».
In mattinata aveva chiesto la
sospensione dell' ordine di servizio di Franco Tatò - che impone
appunto il ridimensionamento della redazione - l' assemblea dei
lavoratori della Treccani. Il profilo della Enciclopedia emerso
dall' incontro è quello di una istituzione svuotata, impoverita,
quasi ombra di se stessa, in cui le redazioni - le poche rimaste -
non comunicano tra loro. La crisi del Biografico sembra soltanto la
manifestazione più nitida di un malessere dettato dall' incerto
destino della Treccani e della sua missione culturale. Tra le
singolarità dell' Istituto, figura anche l' anomala coincidenza tra
il suo organigramma e quello della Fondazione Italianieuropei, a
cominciare dal comune presidente Amato e dal comune direttore
editoriale Massimo Brai (oltre i comuni servizi editoriali di
Marchesi grafiche editoriali). Una sovrapposizione che ha
autorizzato Il Giornale a dare addosso al "lobbista" D' Alema,
accusato secondo un consueto cliché di essere responsabile anche di
questo "feudo" culturale. «Al di là delle congetture scandalistiche
e comunque sbagliate», dicono in redazione, «rimane l'
impressionante sovrapposizione». Non è per niente impressionato
Amato, che ribatte: «Che un istituto culturale abbia più nomi che
pure partecipano all' attività di altre istituzioni culturali non è
sorprendente, tutt' altro».
Da sempre la storia del Biografico
appare intrecciata a quella dell' Istituto. La proposta di scindere
l' albero della Enciclopedia in due tronchi - da una parte una
fondazione per l' alta cultura, dall' altra una società editoriale
capace di produrre profitti - risale a dieci anni fa, quando l'
allora amministratore delegato Lorenzo Pallesi portò al presidente
Francesco Paolo Casavola un dettagliato piano di ristrutturazione.
«Ma Casavola lo rifiutò indignato», ricorda ora Pallesi, «dicendomi
che, per presiedere una cosa così, non c' era bisogno di un ex
presidente della Corte Costituzionale. Per protesta me ne andai,
sbattendo la porta». Quel progetto finì in un cassetto, e lì è
rimasto fino a oggi. C' è ora chi lo invoca come una possibile
soluzione.