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"Oggi", 5 novembre 2009, p. 99

Sgarbi quotidiani

TRECCANI, CADE UN MONUMENTO

di Vittorio Sgarbi

 

C'era una volta la Treccani, l'Enciclopedia Italiana. Nata in epoca fascista (1925) per iniziativa dell'industriale tessile Giovanni Treccani, voleva essere una risposta nazionale alla divulgazione del sapere universale secondo il modello dell'Enciclopedia Britannica. La cultura italiana si dimostrò all'altezza del compito e da allora le pubblicazioni Treccani, a partire dal Dizionario Biografico e dal Dizionario Enciclopedico, periodicamente aggiornate, sono state di riferimento per tutti. Scrivere sulla Treccani era un punto di arrivo per gli studiosi, un attestato di eccellenza. Esibire i suoi volumi nella libreria, motivo di orgoglio, simbolo di uno status culturale e sociale (il costo non era per tutti). Negli Anni 90 ci si è accorti che la Treccani era diventata antiquata. E con i conti in rosso. Ci voleva un rilancio, un manager all'altezza. Risultato? Più apertura al mercato, con una apprezzabile diversificazione dei prodotti, accessibilità a dimensione di massa, ma anche minor qualità, per via di collaborazioni sempre meno adeguate, anche perché sempre meno pagate. Ora fanno discutere il nuovo progetto sul Dizionario Biografico presentato dal presidente dell'istituto, Giuliano Amato, e i tagli alla redazione annunciati dall'amministratore Franco Tatò per coprire le perdite. Sono 27 gli studiosi che si occupano dei Biografico; guadagnano 1.200 euro al mese. Il maggiore valore aggiunto della Treccani, il prestigio culturale acquisito in decenni è stato intaccato. E che gli attuali strateghi lo neghino non depone a favore della loro capacità di governare la situazione in modo diverso da come farebbero con un supermercato. Intanto, il ministro Bondi promette aiuti. Vedremo.